Ultima modifica: 23 ottobre 2016
Isis Leonardo Da Vinci Cesenatico > Gli studenti incontrano Jan Koum

Gli studenti incontrano Jan Koum

Gli studenti del Liceo di Cesenatico incontrano l’inventore di Whatsapp

14807972_10209088318783187_569355250_o

 

 

Nel pomeriggio del 14 ottobre, al teatro Odeon di Firenze, numerosi studenti provenienti dalle scuole di tutta Italia hanno incontrato l’inventore di Whatsapp: Jan Koum. L’occasione è stata fornita dalla inaugurazione della XVII edizione de “Il quotidiano in classe”, organizzata dall’0sservatorio permanente giovani-editori.

Assieme al miliardario di origini ucraine erano presenti Andrea Ceccherini, Direttore dell’Osservatorio e ideatore del progetto “Il quotidiano in classe”, Monica Maggioni, Presidente della Rai, e Luciano Fontana, Direttore del quotidiano “ Il corriere della sera”.

Andrea Ceccherini, in una breve introduzione sulla vita di Jan Koum, ha ricordato la difficile infanzia del co-fondatore di Whatsapp, immigrato in America assieme alla madre all’età di 16 anni. Ian fu aiutato per anni dai servizi sociali, prima dell’inizio della propria carriera presso la società Yahoo, con la quale lavorerà per 8 anni, fino alla fondazione di Whatsapp, applicazione venduta a  Facebook nel 2014 per 19 miliardi di dollari. Prima di lasciare la parola a Koum Ceccherini ha ribadito che l’incontro è stato programmato affinchè i giovani possano incuriosirsi, criticare e imparare a diffidare, se necessario, dei mezzi di informazione. Sia gli ospiti, sia gli studenti presenti hanno avuto l’occasione di porre domande a Koum su numerosi temi: come sia cambiata la sua vita dalla nascita, sette anni or sono, di Whatsapp; quali dati personali di un utente possono essere condivisi con società esterne e per quali scopi; e come intenda far fronte alla problematica del razzismo, del cyber-bullismo e ad eventuali concorrenti della propria azienda. Jan Koum ha risposto a tutte le domande, anche se è stato evasivo su quelle di natura economica e sulle strategie future della società. Egli ha sottolineato come la sua vita non sia molto cambiata, perché vive nella stessa casa e ha gli stessi amici di un tempo; ora, però, prova ad essere un esempio per i più giovani, per insegnare loro a non arrendersi mai e a raggiungere i propri obiettivi, ricordando la sua difficile storia di immigrato che ha creato una applicazione gratuita, senza pubblicità, che rispetta la privacy degli utenti ma che lo ha reso miliardario. Ha poi affermato che nessun dato di nessun utente è visualizzabile da terzi grazie alla realizzazione di una criptografia end-to-end, fra le più sviluppate al mondo, in grado di decodificare i messaggi in modo che nessuno, tranne gli interlocutori, possa visualizzarli.  Infine, si è espresso sulla questione del cyber-bullismo e del razzismo, prendendo una posizione netta: ha affermato che questi sono problemi della società moderna che andrebbero risolti dalla società stessa e dalle famiglie, senza chiamare in causa la sua applicazione. Jan ha inoltre affermato di non preoccuparsi della concorrenza di applicazioni simili a Whatsapp, come Wechat o Skype, ma di pensare solamente al miglioramento della propria applicazione, per renderla sempre più semplice e facile da utilizzare. L’applicazione ha raggiunto nel 2016 il traguardo di 1 miliardo di utenti (1 persona su 7 nel mondo possiede Whatsapp ), ma questo non appaga il suo creatore.

Questa fantastica esperienza ha dato l’opportunità alle classi 4B e 4ASU del Liceo Enzo Ferrari di Cesenatico di conoscere le caratteristiche di una delle app più diffuse del momento e la singolare storia del suo creatore.

 

Di Luca Boschi 4B.